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PIAZZOLLA 100

Pubblicato in PIAZZOLLA 100
Mercoledì, 12-01-2021

Nel centenario della sua nascita, omaggio al grande rivoluzionario del Tango in Argentina e nel Mondo.

Per tutta la vita, Piazzolla ha dimostrato che la musica del Tango è giusta così, pura, in quanto non necessita né della voce e né del ballo; l'essenziale è appoggiarsi ad altri stili musicali classici e jazz. Ma come arriva a questa convinzione che muta il destino del tango stesso, sollevando in Argentina profondi dissensi? Determinante è l'incontro con Nadia Boulanger avvenuto nel 1954 a Parigi, presso cui è andato per avere conferme in una direzione; ma lei dopo avergli ascoltato un pezzo classico gli chiede che tipo di musica suonasse in Argentina. Alla risposta: "tango", corrisponde l'eloquente commento della insigne docente "Ma Piazzolla è questo!". Così lui si arrende all'evidenza. Finalmente capisce che deve iniziare la corsa alla conquista del suo stile musicale con libertà e leggerezza, voltandosi indietro alle origini, ma senza rinnegarle come fino ad allora aveva tentato di fare: deve ritornare a quando il padre a 8 anni - per dargli una possibilità di riscatto e di affermazione - gli mette in mano l'ingombrante bandoneon. E ricominciare da capo!

La manifestazione si aprirà il 27 dicembre con i Fandango Sax Quartet, giovane formazione barese che presenterà un programma che esplora non solo la musica del grande Piazzolla ma anche la tradizione tanghera argentina.
Il 29 dicembre, invece, sarà la volta del duo Abbracciate-Di Caterinio che presenteranno il progetto Oda Para Astor I giovani musicisti omaggeranno il grande bandoneonista argentino, eseguendo e rileggendo alcune delle sue più belle opere come Adios Nonino, Oblivion, Muerte del Angel, osservando un profondo rispetto per le meravigliose melodie, concedendosi alcuni spazi dedicati all’improvvisazione.

Gli spettacoli, dedicati ai cent'anni del grande musicista, riflettono sul percorso artistico legato alla fase iniziale della carriera che oscilla avanti, ma guarda indietro. Perché ritornare significa accettare il complesso universo d'incontri e farli interagire, incrociarli. Piazzolla abitando nei primi anni a New York, conosce la musica di George Gershwin, Duke Ellington, Leonard Bernstein, Kurt Weill. Sa cos'è il jazz ma, soprattutto, scopre che non ne può farne a meno, come non può non ammettere l'incanto provocato dai nostalgici tanghi di Carlos Gardel che suo padre gli faceva ascoltare al grammofono. Tutto questo è Astór, perfino il nome - con l'accento sulla o - è unico. Astór non si classifica né come jazzista né come classico, tanto meno come compositore di tango. La sua, è musica e basta.

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fondazione monsignor sante montanaro Premio don Sante Montanaro per la musica contemporanea 2 edizione