Share this page

Fondazione Mons. Montanaro

Fondazione Mons. Montanaro

VERSO UNA NUOVA MUSICA, IN CERCA DI NUOVE EMOZIONI

Giovedì 08 febbraio 2018 dalle ore 18:30
Auditorium dell’Addolorata c/o Palazzo Monacelle - Casamassima

PREMIO DON SANTE MONTANARO PER LA MUSICA CONTEMPORANEA

Fondazione Mons. Sante Montanaro, Comune di Casamassima, Conservatorio "N. Piccinni" di Bari, Ass. "Amadeus" e Studio Macino
presentano:

I° Ediz.
PREMIO DON SANTE MONTANARO
Concorso di Composizione

Venerdì, 06 Ottobre 2017 18:07

Il testamento di don Liborio

Le confessioni del ministro all’Interno del Regno di Napoli, 150 anni dopo.

Domenica 15 ottobre 2017 dalle ore 20:00
Auditorium dell’Addolorata c/o Palazzo Monacelle - Casamassima

Venerdì, 15 Settembre 2017 17:50

VISIONI SONORE

Dialoghi con il compositore Stefano Ottomano e il regista cinematografico Alessandro Porzio.

Domenica 24 settembre 2017 dalle ore 20:00
Auditorium dell’Addolorata c/o Palazzo Monacelle - Casamassima

Venerdì, 08 Settembre 2017 17:41

"SUB-ARDENTE" di Walter Forestiere

Performance/concerto per solo batteria, percussioni e oggetti sonori variabili.

Venerdì 8 settembre 2017 dalle ore 20:00
Auditorium dell’Addolorata c/o Palazzo Monacelle - Casamassima

Venerdì, 08 Settembre 2017 23:00

PREMIO DON SANTE MONTANARO - Evento conclusivo

A Marta Naturale il 1° Premio del Premio don Sante per l’arte contemporanea
Il premio Giuria popolare è stato invece assegnato all'artista barese Maria Pierno

Si è concluso lo scorso 8 settembre il Premio don Sante per l’arte contemporanea, organizzato dall'omonima Fondazione in occasione delle celebrazioni del centenario di Monsignore Sante Montanaro.

Il comitato scientifico - composto da Enrica Dardes, Antonio Frugis, Robero Lacarbonara e Nicola Zito - ha proclamato vincitrice l'opera Home#1 di Marta Naturale, artista originaria di Noale, comune della provincia di Venezia.

PREMIO DON SANTE MONTANARO PER LA MUSICA CONTEMPORANEA

Fondazione Mons. Sante Montanaro, Comune di Casamassima, Conservatorio "N. Piccinni" di Bari, Ass. "Amadeus" e Studio Macino
presentano:

I° Ediz.
PREMIO DON SANTE MONTANARO
Concorso di Composizione

PREMIO DON SANTE MONTANARO PER L'ARTE CONTEMPORANEA
Uomo, eterno pellegrino  - Errare incerto nella contemporaneità

Uomo, eterno pellegrino. L’espressione utilizzata da Mons. Sante Montanaro in un suo scritto si rivela quanto mai attuale, potremmo dire, eterna e sempre valida. E se un termine come pellegrino, così denso di implicazioni semantiche, di stratificazioni storiche e culturali, potrebbe forse apparire anacronistico agli occhi dell’uomo contemporaneo, parlare di pellegrinaggio, soprattutto in ambito artistico e culturale è invece uno degli aspetti più interessanti di questa riflessione.

Martedì, 02 Maggio 2017 16:03

PROGETTO ARTE URBANA | evento collaterale

 

 

Angela Catucci, La scia dei disperati, mista juta su legno, 2008

Angela Catucci
La scia dei disperati 2008
Quello di “errare incerto” è un tema particolarmente attuale nella società contemporanea. Si tratta di una condizione che appartiene a coloro che lasciano la propria terra per ricercare uno spazio più sicuro, intraprendendo un viaggio carico di speranza ma anche di disperazione. Una scia di umanità si muove al centro di una superficie color del mare con tutto il suo bagaglio emotivo come se fosse un ponte tra il proprio passato, lʼidentità lasciata alle spalle, lʼurgenza di approdare a un presente alternativo, e il divenire ancora incerto ma segnato da un bagliore di nuova vita.

 

 

Antonio Giannini, Viaggio ancorato, olio su tela, 2015

Antonio Giannini
Viaggio ancorato 2015
L'opera è una rappresentazione simbolica del viaggio della vita. L'auto rappresenta il viaggiatore, uomo e pellegrino. Il viaggio è caratterizzato dalla ricerca che spinge l'uomo ad intraprendere il suo cammino verso il futuro e la realizzazione di sé. Egli porta con sé un enorme bagaglio rappresentato dall'enorme pila di oggetti disposti sull'auto, che aumenta con il proseguire di questo viaggio. La vita è un viaggio difficile nel quale dobbiamo sempre destreggiarci arginando il rischio di ricadere nei "vuoti" della mancanza di senso. Proprio per evitare questo rischio è necessario poter contare su solidi ancoraggi che danno stabilità e sicurezza al nostro cammino. Questi sono costituiti dalla fede, dai valori della famiglia e dalle nostre radici cuturali.

 

 

Francesco Paglialunga, Al cammino del vento, marmo bianco di Vezza d'Oglio e travertino, 2015

Francesco Paglialunga
Il cammino del vento 2015
Unʼopera che lascia libero spazio allʼimmaginazione. Un titolo che fa sperare in un futuro migliore, ricco di riscatto, di gioia di vivere e di serenità. La leggerezza con cui è scolpito il marmo bianco dà quasi le sembianze di un materiale malleabile, tale da assumere attraverso la sua trasparenza forme gentili capaci di catturare lʼanima.
Il titolo dellʼopera riconduce allʼidea del “vento come uomo, pellegrino del mondo”. Lungo il suo cammino il pellegrino porta con sé conoscenza e memorie di altri luoghi, così come lʼartista, in ogni luogo visitato raccoglie pietre e marmi caratteristici creando da massi informi e senza vita le sue opere.

 

 

Rosa Consalvo, Anima in viaggio ..., scultura, 2017

Rosa Consalvo
Anima in viaggio 2017
L'opera vuole rappresentare la capacità propria dell'essere umano di peregrinare attraverso infiniti mondi al di là della dimensione spazio-temporale conosciuta. E anche se visibilmente la nostra parte materica appare inerte, la nostra anima, in continuo viaggio,
si moltiplica per gli infiniti mondi che è in grado di immaginare e percepire. Cuore, intelletto e quindi anima spaziano oltre ogni limite essendo i palpitanti e reali protagonisti della commedia della nostra vita, nel teatro grande del mondo.

 

 

Freddy Sanchez Espinoza, Bouquet, fotografia digitale, 2016

Neftali Basoalto
Bouquet 2016
Viviamo in un mondo frenetico in cui tutto è soggetto alla logica di una velocità che rischia di inglobare lʼidentità del singolo. Caleidoscopico e sfuggente, lo sfondo della fotografia è ottenuto grazie alla tecnica della lunga esposizione ed è una scelta voluta, frutto di un esperimento che va oltre la finalità estetica così come dichiarato dallʼartista. Al centro della
composizione, il soggetto diventa infatti metafora della condizione universale dellʼuomo che compie un pellegrinaggio nella bolla caotica del tempo e dello spazio contemporaneo.

 

 

Poorya Sarhadi, Evanecse, fotografia, 2016

Poorya Sarhadi
Evanecse 2016
In questo scatto in bianco e nero i pochi dettagli reali che occupano la composizione sono morbidi, sfumati, lʼidentità del soggetto è sottoposta allo stesso trattamento, tanto che appare indefinita nei gesti quanto nella trasmissione del proprio mondo emotivo. Potrebbe essere chiunque questʼuomo che cammina, e non sappiamo neanche se ci osserva, se si accorge della nostra presenza aldilà del vetro. Si crea una poetica tra osservatore e osservato, una relazione visiva ed emotiva, silenziosa e intima in questo racconto di un momento.

 

 

Alessandro Alghisi, Il Viaggio, acrilico su carta da spolvero, 2016

Alessandro Alghisi
Il viaggio - 2016
Nel viaggio dellʼesistenza, un pellegrinaggio esso stesso, non si è mai soli. Sempre si sostiene e sempre si è sostenuti. Al centro della riflessione dellʼartista, il concetto di pellegrinaggio come metafora esistenziale risulta strettamente connesso a quello di relazione con lʼaltro. Con tratti essenziali ma efficaci tracciati contro un fondale neutro privo di elementi che rimandino a un luogo definito, Alghisi sembra ricordarci che il pellegrinaggio è universale, che il viaggio si compie insieme, e il suo senso risiede anche in questa preziosa e imprescindibile condivisione.

 

 

Nilo Australi, ATLAS MUNDI, tecnica mista su stampa fotografica, 2016

Nilo Australi Atlas
Mundi - 2016
Atlas Mundi è un piccolo atlante cosmico sul superamento dei limiti spaziali, temporali e semantici. La nostra società globalizzata o viene ripensata o è destinata ad un lento ma inevitabile declino. Per ripensare lʼartista intende ricostruire un rapporto profondo con la natura, facendo riemergere quei conflitti e quelle contraddizioni mai affrontate in modo definitivo. Tale confronto non è di ordine fisico ma culturale. Nel concetto di natura convivono lʼimmagine arcaica del luogo geografico fissato nella foto accanto a organi umani, portali, strutture architettoniche, elementi desunti dal mito, parole in greco che rimandano allʼesigenza umana mai assopita di conoscere il proprio destino dando un senso allʼesistente.

 

 

Francesca Candito, Refugee, acrilico e collage su legno, 2017

Francesca Candito
Refugee - 2017
Un volto, metafora dellʼidentità, si fa strada in uno spazio onirico, privo di confini ed elementi rassicuranti, sospeso non solo sotto il profilo spaziale ma anche sotto quello temporale. Il pellegrinaggio contemporaneo può essere ben descritto dallʼesperienza dei rifugiati, un viaggio carico di speranze e inquietudine, una sfida contro la morte per la conquista della vita come espresso dalle parole dellʼartista. Una tematica tanto attuale tradotta in un linguaggio attento alla resa del dettaglio emotivo.

 

 

Giovanni Cangemi, Incerto, tecnica mista su tela di canapa, 2017

Giovanni Cangemi
Incerto - 2017
Partendo dallʼidea archetipica di paesaggio, lʼartista approfondisce il concetto di unʼimmagine iniziale “incerta” e del suo ricordo mai “vero” trasferendo questa idea su diversi mezzi, giocando con la memoria nei termini di riproduzione di un processo sempre unico. Con la scomparsa progressiva dellʼimmagine cambia la percezione visiva di chi osserva. Lʼartista cerca un confronto con chi guarda lʼopera al fine di creare una connessione proprio fra i due attori principali di questo meccanismo: lʼopera stessa e il suo spettatore. Ricostruire un ricordo anche attraverso il disagio nella percezione visiva, infatti, è uno degli obiettivi che lʼartista si pone nel suo lavoro di ricostruzione e sperimentazione riportando in superficie il segno o le campiture che compongono la fotografia del ricordo.

 

 

Xiaojing Ma, Verso l'incognito, olio su tela, 2016

Xiaojing Ma
Verso lʼincognito - 2016
La vita quotidiana con i suoi fatti salienti rappresenta la sorgente che ispira la produzione pittorica dellʼartista caratterizzata da una dialettica tra reale e impressione emotiva che dà vita a immagini in cui il confine tra dimensione reale e sensibilità percettiva è molto sottile. La vita stessa è poesia. Enigmatici paesaggi immaginari, ombre intermedie come tracce di memoria inconscia, sfumature differenti di colore, stati dʼanimo incompiuti, il mistero,
lʼumorismo, la solitudine, la tristezza e lʼeternità della vita, tutto questo contribuisce a ricreare “unʼopera nellʼopera” così come espresso dalle parole dellʼartista.

 

 

Marta Naturale, Home1, polittico e cornice olio su tavola, 2014

Marta Naturale
Home#1 - 2014
Nonostante il progressivo abbattersi delle distanze e della durata dei nostri spostamenti fisici, il pellegrinaggio fondamentale dellʼuomo è sempre stato, e rimarrà, quello che egli può compiere attraverso le profonde stanze della mente. Viaggio, e meta, sono introiettate psichicamente e decostruiscono la realtà rimodellandola incessantemente, in una caleidoscopica ricerca dellʼimmagine idonea; la quale potrà erigersi a rappresentare lo stadio raggiunto, e per questo già superato, del proprio spirito.
Home#1 prende spunto dallʼambiente a noi più familiare, la nostra abitazione, che si configura come punto di partenza per un viaggio metaforico. Lʼambiente viene, così, trasfigurato nel passaggio da spazio reale a spazio pittorico-mentale; attraverso la cornice- soglia, che insieme delimita e congiunge.

 

 

Enrico Pierotti, Interno, carboncino su carta, 2016 

Enrico Pierotti
Interno - 2016
Lʼopera presentata fa parte di una serie di lavori che indagano una sorta di sentimento esistenziale nei confronti della realtà vissuta dallʼartista. La civiltà di oggi sta affrontando una crisi che si può ritenere permanente. Al suo interno flussi incessanti di merci, capitali, immagini, idee, migranti mettono in crisi continuamente lʼorganizzazione sociale. Inquietudine, incertezza e indeterminatezza costituiscono il cuore di questa civiltà, generando un diffuso sentimento di insicurezza tanto che diventa più semplice smarrirsi. Sentimenti e visioni vengono così trasposti sul piano dellʼopera consentendo allo spettatore di scoprirli e comprenderli. “Perché io scelga determinati oggetti piuttosto che altri, non lo so neanche io con precisione, ma credo che sia perché rappresentino il miglior mezzo per arrivare a una sintesi della mia esperienza interiore”. E. Hopper

 

 

Sara Zaghetto, Nobody knows where a tale waits before it's told, pastelli, acquerello e acrilico su carta di riso, 2016

Sara Zaghetto
Nobody knows where a tale waits before it's told - 2016
Riflettendo sulla complessità della natura umana, lʼartista compie unʼindagine sulle tematiche del paradosso, della fragilità e dell'incomunicabilità. Ogni elemento è simbolo, metafora di significati, allʼinterno di una dimensione in cui niente si mostra per quello che realmente è. Per comprendere la complessità dellʼanimo umano si ricorre alla natura e la fragilità di questo rapporto è amplificata dalla scelta materica adottata (carta di riso, bustine di tè, materiale organico). Sono luoghi imperfetti quelli costruiti dalla sensibilità dellʼartista, realtà parallele, dove vengono rielaborati e filtrati ricordi, paure, ossessioni, desideri e sentimenti. Il viaggio è ricerca che si muove sempre dalla privazione e dallʼincompletezza, dalla necessità di trovare significati, in luoghi nascosti o negli avvenimenti quotidiani. Gli uomini che vagano sono alla ricerca della verità ultima delle cose: ai loro occhi tutto è porta, nulla è ciò che sembra, tutto parla dʼaltro.

 

 

Francesco Finotti, Tentativo di rianimare un cammello, pelle di cammello, 2008

Francesco Finotti
Tentativo di rianimare un cammello - 2008
Dal desiderio di ridare forma alle pelli utilizzate nasce il lavoro dellʼartista. Grazie allʼutilizzo del telaio di una Vespa, oggetto simile per forma e per funzione, viene riscoperta la tridimensione in cerca dellʼutopica rianimazione dellʼanimale. Animale utilizzato, in alcune culture, come mezzo di trasporto di persone e cose durante le migrazioni e il nomadismo.
Questo concetto è rafforzato dalla stessa etimologia del nome: cammello deriva infatti dal greco Δρόμος (strada). Secondo la maggioranza degli scienziati, centocinquantamila anni fa lʼAfrica Orientale è stata la culla dei Sapiens. Da queste terre lʼHomo Sapiens è partito per conoscere il mondo e “occuparlo”. Durante il suo peregrinare, lʼuomo si è realmente evoluto. Il pellegrinaggio diventa così, allʼinterno di questa riflessione, elemento fondamentale per lʼevoluzione dellʼumanità.

 

 

Anxhela Danushi

Anxhela Danushi
Thur me grep - 2017
La tradizione, le radici, il passato nella loro dialettica con il presente, sono concetti chiave per comprendere la produzione dellʼartista, elementi che vengono tenuti insieme dal filo dellʼarte, rendendo possibile la trasmissione e continuità di valori che altrimenti rischierebbero di smarrisi. Una pratica antica quella della lavorazione allʼuncinetto con cui lʼartista ha dovuto confrontarsi sin da piccola poiché le usanze albanesi richiedono che tutte le donne sappiano fare lʼuncinetto per avere un corredo maestoso e prezioso da sfoggiare nella casa dello sposo, per conquistare la stima e il rispetto della famiglia. ll filato che è stato adoperato per realizzare lʼopera è la lana, con cui sono realizzati fiori di diverse grandezze e colori, poi uniti e inglobati nel silicone trasparente. La creazione viene poggiata sopra un letto matrimoniale, in uno spazio fine a se stesso per concentrare lʼattenzione dellʼosservatore sulla magia che può essere concepita da un semplice filo.

 

 

Maria Pierno, L'uomo spazioso, modellazione di malta di geris, 2017

Maria Pierno
Lʼuomo spazioso - 2017
Quali sono i sentimenti che costellano lʼanimo del pellegrino, i suoi atteggiamenti interiori, i suoi pensieri durante il cammino? Il viaggio è opportunità per allargare i confini della mente e del cuore, per aprirsi agli eventi, facendo così “spazio” allʼaltro, in altre parole, diventando egli stesso uno spazio di scoperta per il cammino dellʼaltro. Sono questi i concetti eslporati dallʼartista nella realizzazione di unʼopera in malta di geris, essenziale, ricavata dallo spazio circostante, in unʼoperazione in cui è la presenza stessa dellʼopera a comunicare allo spettatore che il viaggio è spazio continuo di esplorazione di se stessi, dellʼaltro, del mondo.

 

 

Edoardo Abruzzese, Vaganti, fotografia, 2016

Edoardo Abruzzese
Vaganti - 2016
Lʼopera nasce con lʼobiettivo di cogliere e rappresentare il pellegrinaggio della vita, qui inteso come un percorso accidentato che trova nella sua condivisione partecipata la sua identità. Si tratta di una continua ricerca di cui è il medium fotografico a restituire una visione senza orpelli estetici, autentica persino nei suoi aspetti meno rassicuranti. Sono frammenti del pellegrinaggio, spazi su cui si sofferma lo sguardo durante il cammino, quelli che lʼartista coglie in unʼesplorazione senza sosta della realtà in cui tutti gli elementi della visione posseggono pari dignità entrando a far parte della composizione.

 

 

Flavia Cane, Si muore ogni giorno, fotografia su forex nero, 2016

Flavia Cané
Si muore e si nasce ogni giorno - 2016
Una testa realizzata in terracotta che diventa altro con la fotografia, svelando un mondo nascosto eppure reale, che viaggia di pari passo con la vita, quello della morte. Il riflesso di questo volto rimanda a un teschio che nel suo restare in ombra resta ben visibile a testimoniare che si muore e si nasce ogni giorno perché ogni giorno lungo il viaggio, si perdono o si acquistano emozioni, sentimenti, che di volta in volta possono trasformarci in in esseri viventi o al contrario in cadaveri viventi, eppure, di questi cambiamenti non abbiamo reale percezione. Questʼultimo concetto risulta efficacemente sottolineato dalla
mancanza di una precisa definizione della materia come se questo pellegrinaggio tra vita e morte fosse sempre in fieri e mai concluso.

 

 

Irene Gittarelli, Nobody's land La terra di nessuno, fotografia, 2014

Irene Gittarelli
Nobodyʼs land - La terra di nessuno - 2014
Errare nella contemporaneità è secondo il punto di vista dellʼartista un viaggio esplorativo da compiere in estrema solitudine, sperimentando e conoscendo ogni minima sfumatura del panorama artistico circostante, con il fine ultimo di realizzare non solo opere migliori ma di divenire esseri umani migliori grazie allʼarte. In questa ricerca lo sguardo si muove incessantemente nel territorio cogliendone dettagli che acquistano un valore per chi osserva, si tratta di un viaggio intimo e profondo, non a caso lʼopera è autoritratto di questa attitudine.

 

 

Benna Gaean Maris, All rods lead to Rome, video, 2016

Gaean Maris Benna
All roads lead to Rome - 2016
Lʼespressione scelta dallʼartista per la sua performance urbana fa riferimento allʼantico detto “tutte le strade portano a Roma”. Da qui, si instaura un confronto con la tematica del potere condotto attraverso il ricorso a simboli e allegorie, in una dimensione definita efficacemente dalle stesse parole dellʼartista: “Temendo che tutta questa follia potesse contaminare il mio regno, decisi di incontrare i governanti responsabili, nei loro alieni reami. Partendo dal più celebrato e vicino epitome di impero O SIGNORI Il sole è già sorto”.

 

 

Massimo Della Latta, L'uomo e i suoi muri, fotografia, 2015

Massimo Della Latta
Lʼuomo e i suoi muri - 2015
Il pellegrinaggio dellʼuomo nei nostri tempi può sembrare un viaggio che anziché unire finisce per erigere muri e barriere sia spaziali che emotive. Lʼuomo e i suoi molteplici muri sono al centro di questa composizione, in una dimensione che isola anziché aprire allʼesterno, che restringe il campo anziché proiettare oltre. Si tratta di una visione intima, avvolta nei confini della propria interiorità, in una riflessione sul valore del viaggio nella contemporaneità.

 

Pagina 1 di 4